Corriere Della Sera

corierre2

CORRIERE DELLA SERA

Corriere.it

By: Paola Pollo

Date: September 12, 2013

Link:  N/A

 La pelle «effetto lingerie» Il ritorno della sottoveste

Da Diesel a Philosophy:
abbasso il neoprene, viva lo chiffon I 40 e gli 80 di Michael Kors

NEW YORK — Sirene in sottoveste a Manhattan. Perché «never say never» a New York. Un giorno è sport e il giorno dopo è lingerie. Dallo short alla coulotte. Con tanto di grido di battaglia: «A morte il neoprene, viva lo chiffon», la buttava lì ieri Natalie Ratabesi che per Philosophy ha voluto a tutti i costi allontanarsi dalle durezze di una certa femminilità tutta addominali e glutei scolpiti, per riscoprire dolcezze e sensualità perdute. O l’incredibile lavoro di sofisticazione e leggerezza di Andrea Melbostad per Diesel Black Gold che è riuscito ad addomesticare addirittura pelle, denim, borchie e stringhe rendendole docili come chiffon e nastri. È più che soddisfatto il patron Renzo Rosso a tal punto che in serata fa uscire il comunicato della nomina di Melbostad a direttore artistico anche delle collezioni uomo. Mai jeans più romantico, quindi. Grazie alle incredibili lavorazioni, persino sei o sette passaggi fra lavaggio, ricami, intarsi, sovrapposizioni, tagli. Nuovissimo il sangallo in denim. Trattamenti simili anche per la pelle per bluse-bustier, abitini corti e svolazzanti sull’orlo, gonne micro. Il bianco e i pastello più pastellosi per accentuare la ventata di romanticismo. Ai piedi le uniche tracce della durezza (per ora) dimenticata: stivaletti da cow girl tutti una metalleria. Cinquantaquattro persone lavorano al progetto Diesel Black Gold, sulle seimila del gruppo tutto: un’eccellenza artigianale di cui Rosso ieri andava fiero a petto in fuori.

Entusiasmo: la moda vive di questo. Parlando con Natalie Ratabesi se ne ha la certezza. Per la nuova collezione Philosophy la stilista angloitaliana ha fatto un bel lavoro sui materiali naturali (solo cotoni, organze e lini), perché stanca&stufa di tutta «quella roba tecnica». La modernità? Nelle proporzioni e nell’attitudine. Forme morbide e scivolate da una parte, e immagine boysh, dall’altra. Dunque abiti lingerie e top danzanti sul corpo, bomber di tulle ricamato, camicie impalpabili, top, completi pigiama, giacche oversize, pantaloni amplissimi. Bianco su tutto e sorbetti inediti.

Resta in tema Narciso Rodriguez che parte con abitini molto tagliati e strutturati e finisce con strati di chiffon uno sull’altro a comporre ora tubini asimmetrici, ora abiti impalpabili tutto uno svolazzo. Scollature lingerie.

Gioca di trasparenze, persino nei mocassini di pvc, la
linea giovane di Mar
tin Margiela, quella MM6 che si sta ben posizionando su un target sperimentale e minimalista: t-shirt velo tecnico volutamente irrigidite o blazer over senza maniche e di seta leggerissimi. Tutto bianco salvo una botta di arancio.

Non si butta sulla lingerie Michael Kors ma non è certo l’ultimo della lista di questi rivoluzionari contro il regime del neoprene! «Volevo fare una cosa romantica. Ero stufo di tutto quello che vedevo in giro — racconta poco prima del suo elegantissimo show —. Mi andava di ritornare un po’ a come eravamo e al piacere di prendersi il proprio tempo anche per vestire in un certo modo». Anni di riferimento: i Quaranta e gli Ottanta. Abiti scivolati e longuette («Basta con tutte queste mini in città perché diciamolo non sono sempre belle da vedere») con il punto vita sempre sottolineato da cinturini. Giacche e trench e over (ecco gli Ottanta) con pantaloni amplissimi (decisamente un’altra tendenza per la prossima estate). Tessuti preziosi: dal croquet ai cachemire effetto denim e ricamati di raffia, poi cotoni e sete. Ai piedi sempre scarpe altissime, con o senza zeppa, un altro soffio rivoluzionario: «Stop alle infradito: non è bello che una signora giri con i piedi nudi in città». E a spasso nel parco no?

Marc by Marc Jacobs, infine. Un sunto di lucida furbizia: tra rasi colorati e stelle di varia grandezza per t-shirt, pantaloni sottili, giacchette, tubini. Sneaker e foularino al collo. Con la consapevolezza che ogni capo scimmiotta il pradesco con la accortezza di renderlo più facile e accessibile.

 

CORRIERE DELLA SERA

Corriere.it

By: Paola Pollo

Date: September 10, 2013

Link:  N/A

 Zaini con la lampo e abiti-muta La moda gioca con lo sport

Le zeppe in caucciù di Alexander Wang e il tennis metropolitano di Lacoste Tommy Hilfiger: mi ispira la California

NEW YORK — Corrono gli americani corrono, tutto l’anno. E (d’estate) surfano e nuotano e fanno «scuba». Parchi freschi e spiagge calde. Popolo di sportivi e sognatori da più di cinquant’anni. È nel loro Dna, oramai. La moda di conseguenza. Oggi pure senza complessi sui parenti alla lontana che ancora vivono in Europa e che sono culturalmente chic ed eleganti. Al terzo giorno della settimana di sfilate newyorchesi (primavera-estate 2014) non ci sono dubbi (ma poi chi ne aveva?) che così sarà: polo e felpe, t-shirt e gonnelle, zip e body, bermuda e sabot. Tommy Hilfiger per cominciare. Fra i primi a togliersi il complesso di cui sopra e a dare libero sfogo a una creatività che non si vergogna più di essere figlia delle onde. «Gli anni d’oro della California e dell’ottimismo», dice. E «Surfin’ U.S.A.» cantano i Beach Boys. Collezione di conseguenza giovane fatta di mini abiti-polo di pelle doppiata neoprene colorato, costumi-body come mute, t-shirt con zip e tirante, gonnelle svasate, bomber tecnici. Ai piedi elaborazioni delle «teva», il sandalo dei surfisti, e poi i sabot che sono il ritorno prepotente (con zeppa) spuntati o a punta di questi giorni. Niente sera, solo giorno. Una scelta coerente.

Origini «sportive» mai dimenticate in casa Lacoste dove Felipe Baptista Olivera rende l’influenza più «adulta». Il lavoro sui tessuti tecnici e sui tagli «modernisti» sdogana la col
lezione dai
campi di erba. 
Ecco allora immaginare il
tutto in città:
dalle gonnelle
a trapezio alle
maglie double
in nylon di organza, dalle tunichette svelte
alle polo morbide. Più underground e
internettiana
la visione dello sport di Y3 by Yamamoto. Sette batterie scandiscono il ritmo in passerella e poi via con il popolo nero-fluo. Abiti couture drappeggiati, asimmetrici, rimborsati e pinzati chiudono l’apoteosi di t-shirt, bermuda, pantaloni cargo, giacche kimono elaborate dalle grafie dell’artist work Peter Saville e dalle interpretazioni in tessuti hi-tech, come la maglia che riflette la luce.

Techno e «lettering» nella collezione di Alexander Wang. Bianco e nero per definire una pulizia di linee diritte e poi ancora t-shirt e mini e zeppe
di caucciù. Interventi rosa per un tocco «cartoon» che ironizza e addolcisce. Anima sportiva&casual pure nella linea giovane di Dkny che compie 25 anni e che a quella generazione cerca di parlare. Così trench trasparenti e salopette-bermuda, denim bianco e blazer blu. È sorvolato da Dkny il «boysh», il nuovo stile che avanza e che veste la donna come un ragazzo: pantaloni over e camicia/giacca da uomo. Ma la maschietta seduce del tutto invece una come Victoria Beckham che molla abiti tutti-curve e sceglie (persino per sé) bragoni al polpaccio e camicie bianche. Ai piedi i ritrovati sabot. Lei, Vic, è felice perché sa di aver fatto una bella collezione e poi c’è David che se ne va in giro con sulle spalle Harper, la piccola di famiglia.

Custo Barcellona di figli ne ha cinque, ma restano il suo orgoglio nascosto, in passerella porta solo la sua moda che ha più di 32 anni ma continua a fare «victim» fra le giovani. Questa volta lo stilista catalano esplora l’estetica tribale sino alle contaminazioni metropolitane più underground: cappottini patchwork etnici e sneaker da skater. Le lavorazioni sono piccoli capolavori di artigianato con la variante di un nuovo linguaggio tecnico. Così il miniabito di lamé e viscosa ha applicazioni manuali in fluo o il costume body ha zip iper moderne. Tutto è corto, cortissimo e ai piedi i sabot. Diane Von Furstenberg, infine, è ancora la protagonista della sua moda per donne belle e sfacciate e viaggiatrice in pigiama palazzo, tuniche leggere, wrap dress in jeans e tacchi alteri. Colori e ricordi africani.

CORRIERE DELLA SERA

Corriere.it

By: Paola Pollo

Date: September 10, 2013

Link:  N/A

 Sete leggere e gonne a ruota, le donne viste dalle donne

NEW YORK — Capita spesso che qualcuno chieda se ci sia una netta differenza nella visione della moda fra stilist(i) e stilist(e). A chiusura della quarta giornata della Fashion week di New York la risposta potrebbe essere: sì, e parecchia. Linguaggi diversi: nei giorni scorsi c’era lo sport; ieri la quinta essenza della femminilità. Due donne in campo a sottolinearla. Donna Karan e Tory Burch. La prima all’insegna della coerenza con i suoi trent’anni di moda fatta per spiriti liberi amanti dei viaggi, di spiritualità lontane e leggerezze. Tutto ruota intorno alla sciarpa, di seta, drappeggiata e sormontata che crea lunghi o corti abiti a portafoglio, serrati da cinturoni di coccodrillo o cuoio. I grandi cappelli da avventuriera e i colori tropicali per una moderna Perla di Labuan. Ma Sandokan?

Decisamente più moderna e vivibile la collezione di Tory Burch malgrado i riferimenti nostalgici: gli anni Sessanta, Romy Schneider in La piscina e dunque la Costa azzurra con tutto il suo glam. Abitini corti e leggermente svasati, tunichette, pantaloni Capri, bluse all’americana. Materiali (sete e cotoni leggeri e lini) e ricami e stampe (freschi i motivi botanici) e le nuove proporzioni (allungate e accostate al corpo) e colori (i bianchi e i toni del verde, soprattutto) danno alla collezione un twist moderno e confidenziale che sono i punti di forza della stilista newyorkese «amica» delle donne.

Interessante e molto anche il lavoro di Sofia Sizzi con la sua Giulietta. La stilista italiana migrata negli States qualche anno fa non dimentica certo da dove viene: la sua bella e colta Firenze. Così l’incontro di due vite: quella di una madonna rinascimentale e della Holly protagonista di Colazione da Tiffany. Abiti soprattutto, leggermente in vita, scolli a V, lunghezze sotto il ginocchio, svasati, plissé o leggermente a ruota. Brava.

Manuela Arcari, infine, per Hache: un viaggio a ritroso nel tempo, anche lei, ma a ritmo di rock e punk, fra gli anni Cinquanta e Ottanta, e un tocco di romanticismo che è il plus. Giacche da biker e gonne bianche, camicie ampie e sovrapposte, bragoni in jeans e pantaloni pigiama. Tanti pezzi comunque da scegliere. Viva la democrazia.